cronache da questo mondo - leggere la vita nella sua strabiliante eccentricità, unicità e meraviglia
domenica 12 gennaio 2014
Luigi Ferraro, nonno di mio padre
Matilde Caterini, nonna di mio padre
sabato 4 gennaio 2014
Luise Rudolfine Wueste, la madre della madre di mio padre
Album di famiglia
giovedì 23 dicembre 2010
Belzebù, Alina ed io
Belzebù è il capo dei demoni, lo stratega, il malvagio. Dopo l’incontro a Milano scrivo ad Alina: “Autorevole, convincente, durissimo, intelligente, sincero, bugiardo, di parola, oscuro, affascinante, leader, forte, sicuro. Insomma è proprio Belzebù. Che dici?” E lei tranquilla: “Mi vedi vero che rido come una pazza?” Ribatto: ‘Magari ho un futuro come guitto. Mica facile far ridere. E poi giocando con il lato oscuro della forza è pure più difficile....perché ci vuole coraggio...” Una pausa di pochi minuti e la colpisco con un altro sms: “Ma dimmi che non pensi anche tu che lui corrisponde a quello scatto. Dico il tuo amico Belzebù. Eh?” Alina è laconica: “Per me è....Non lo so esprimere....” E io proseguo: “Guarda io sono di larghe vedute. Arrivo anche a capire che magari vuoi bene al tuo amico Belze”. E lei subito: “Diciamo che ho sempre pensato ‘è veramente una brava persona...’ che per Belze è un complimento mica male....”. Non resisto a questa provocazione: “Ecco tutto direi di lui tranne che è una brava persona, ossia l’uomo qualunque. Dai non raccontartela. Belze è Belze. Poi magari gli puoi anche voler bene. Ma non puoi negare la sua Belzetà. E smettila di ridere”. Alina non resiste: “Sono in una conference con degli sviluppatori che non si capacitano del perché oggi sia così ridanciana visto che di solito urlo...”.
Le riscrivo il giorno dopo. “Questa mattina prima persona incontrata Belze. Ora gli ho mandato una mail. Spero di non subire il lato oscuro della forza. Tu che dici?” Risponde subito:”Sono al convegno a cui ti avevo invitato, ma mi pare che tu sia stata rapita da Belzebù. Almeno ci scrivessi un bel post sul blog....”. Ribatto: “La tentazione è forte, ma il tempo poco. Teologicamente pone anche il problema dell’esistenza e della responsabilità di chi fa del male. Come dire, Belzebù non può non esistere, ma se è così toccherà che qualcuno si prenda la briga di esserlo. Insomma, qualcuno dovrà pure essere Belzebù, che si carica pure un bell’onere. Anche assodato questo, io preferirei evitare la consuetudine con il tuo amico”. Alla fine le dico: “Altra giornata di lavoro con Belze. È destino o una prova di quelle che spesso toccano a noi anacoreti? Tu capisci, vero?” Alina risponde:”Ma non è che alla fine ti fai conquistare da Belze!” Ed io: “Escluderei che noi anacoreti si possa fare una fine così misera”.
martedì 21 dicembre 2010
Alina. Sostenersi ad sms

E questa è la manifestazione dei nuovi poteri. Insomma, sto lavorando per consolidare gli sms, trasformandoli da ‘parola parlata’ in ‘parola scritta’.

Gli sms sono un pezzo della nostra vita. Hanno infinite potenzialità. Puoi parlare di fatti privati in occasioni pubbliche e di cose di lavoro mentre segui la recita di tua figlia a scuola. Arrivano quando sei in riunione, al supermercato, in viaggio dall’altra parte del mondo, la domenica sera o alle cinque di mattina del lunedì, in bagno o dal medico. E puoi rispondere subito o no. Puoi scherzare con il collega dall’altra parte del tavolo mentre segui con aria seria una trattativa o chiedere chi è il nuovo arrivato alla riunione. Gianfranco mi scrive sempre: “Ho fatto un po’ di spesa (pane, latte e prosciutto)...”, perché detesta quando arriviamo tutti e due con il pane fresco dopo giorni in cui nessuno lo ha comprato. Mentre mia sorella mi chiede sempre: “Che fate nel week end?” Quelli con Alina sono sms di sostegno, lei dice: “La nostra nuova health therapy”. E hai detto niente....
martedì 14 settembre 2010
Tre ragazzi cinesi. A Londra

Londra chinatown
Londra a fine aprile è una meraviglia. È il lato bello del climate change. E non ti aspetteresti tanta luce e sole. Siamo qui perché la piccola si innamori di Londra, visto che dovrà comunque farci i conti nella vita. E la congiuntura è perfetta perché questo succeda, grazie anche agli scoiattoli di cui sono pieni i parchi, ad un paio di passeggiate su dinosauri e mammut al Natural History Museum, a due o tre negozi di giocattoli con più piani di ogni cosa che un bambino possa desiderare.
“Ecco guarda, lì forse riusciamo a trovare il caricabatterie”. Gianfranco indica la vetrina di un negozio cinese, che ha in un angolo inequivocabili immagini di pc, telefonini e altre diavolerie. Attraversiamo la strada con la piccola che è al settimo cielo. Entriamo. Il giovane dietro il banco dà l’idea che si occupi di tutto, ma non di quella sezione di mercanzia esposta sul vetro che ci ha catturato. Gli dico che cosa ci serve e lui ci indica una piccola scaletta stretta e ripida che sprofonda nelle viscere del palazzo. Scendiamo. La piccola stanza è stranamente vuota per un negozio cinese. Davanti a noi tre ragazzi di una ventina d’anni, ognuno con un pc davanti e una delle mani che fa corpo unico con il mouse. Si capisce che il pc è un prolungamento del corpo. Dietro di loro una porta aperta che dà su di una specie di retrobottega tecnologico.
Londra chinatown
Mi avvicino a quello seduto al centro, che ha i capelli di un bel improbabile rosso tiziano e una piccola cresta vagamente punk. Tiro fuori il Ds e gli chiedo con poche speranze un caricabatterie. Il ragazzo molla finalmente il mouse, prende il Ds e lo rigira tra le mani. Mi guarda, fa un piccolo cenno con la testa, si alza e senza dire una parola va nel retrobottega. Apre due o tre scatole di cartone, tira fuori cose strane. Poi dall’ultima prende un caricabatterie. È perfetto. Senza dire una parola, torna davanti al suo pc e mi restituisce il Ds insieme al carica batteria, dicendomi solo: “eight pounds“. Gli sorrido, tiro fuori le otto sterline, paghiamo e andiamo via.
Si capisce che avremmo potuto chiedergli di tutto: un programma taroccato o un attacco ad un sistema protetto. Sono tre professionisti della rete pronti a navigare in Occidente ed in Oriente. Invece noi gli abbiamo solo chiesto un caricabatteria per un Ds. E non si sono fatti sorprendere.


